Aria settembrina

Macrolepiota procera parasol mushroom

 

 

Ogni anno molta gente (fra cui anche io) si trova davanti allo stesso scenario cioè l’esagerato caldo estivo. Pelle umidiccia, vestiti, anche quelli in materiali naturali consigliati per affrontare meglio l’estate, bagnati fradici. Docce rinfrescanti totalmente superflue perché servono a poco o nulla. Perfino i più resistenti adoratori del sole fanno fatica a godersi il caldo torrido di matrice africana. Soprattutto se ci accompagna per svariate settimane che sembrano non finire mai.

 

 

Di conseguenza, dopo i “solleoni” di Ferragosto, quando arrivano le prime agognate piogge, i sospiri di sollievo di noi  “vittime” sono quasi palpabili. Con ogni grado celsius in meno le giornate diventano più accettabili, anzi, piacevoli. Finalmente si dorme senza rigirarsi nel letto alla ricerca di fresco e di sonno. In poche parole, si ritorna a vivere.

 

 

Gli acquazzoni di fine Agosto, a parte temperature più basse, portano anche aria settembrina ricordandoci  che l’ equinozio d’autunno è vicino. Le giornate diventano più corte, la natura prepara quasi tutta la vegetazione ad una specie di letargo o sonno rigenerante che permetterà alle sue creature di rinascere  a primavera più forti e rigogliose che mai.

 

 

I boschi condivisi tutta l’estate solo con animali selvatici e, chi sa, anche qualche lupo, ritornano ad essere un bene di tutti. Sui sentieri abbandonati a se stessi  s’incontra di nuovo gente di tutte le età. Giovani in coloratissimi vestiti tecno con gambe ben rasate vanno in bicicletta. Cercatori di funghi tengono gelosamente nascosti i posti giusti per trovare le prelibatezze gastronomiche. Si incrociano semplici camminatori, come me, e anche automobilisti e motociclisti, strada permettendo. Ultimi ma non ultimo, ecco affacciarsi anche i primi cacciatori.

 

 

E poi spuntano i ciclamini selvatici, subito a frotte, come se volessero sottolineare che l’estate se ne stia andando. Da adesso fino alla fine dell’inverno sarebbero stati loro a prendere in mano lo scettro per regnare sul sottobosco, sui bordi dei sentieri e lungo i ruscelli.

 

 

E’ ora di portare le ultime balle di erba secca sotto i tetti dei fienili, al sicuro dalla pioggia. Serviranno per sfamare gli animali durante l’inverno. Poi è la volta di uva, noci, fichi e castagne, le ultime particolarmente amate dai Toscani. Ci sono, infatti, ricette che insegnano come preparare tutta una serie di piatti gustosissimi, tutti a base di castagne. E che dire delle giuggiole? Un classico frutto “di una volta”, quasi impossibile da trovare nei negozi ma tanto apprezzato da chi le conosce.

 

 

Non so perché ma a distanza di un paio di settimane dai primi temporali già sento la nostalgia dell’estate. Dove sono andati a finire i ricordi dell’ insopportabile caldo torrido? Portati via da una raffica di vento. Senza dubbio, altrimenti dovrei dire che qualche volta proprio non mi capisco.

 

 

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5 Comments

  1. Fausto Giusti

    Hai ragione, alle prime giornate fresche si ha nostalgia dell’estate, forse perché guardiamo avanti ai futuri giorni grigi e fredddolini. Intanto pensiamo alle buobe castagne e alle olive con l’olio nuovo. Belle le foto.

    1. Agnese

      Vero ma una volta salutata l’estate diamo il benvenuto ad autunno e inverno, bellissime stagioni anche loro. Vedremo che cosa ci porteranno quest’anno.

  2. Sandra

    Ogni stagione e’ bella a modo suo. Belli e intensi i colori autunnali, caldi a riscaldare le giornate, almeno attraverso gli occhi. Buoni e dolci i suoi frutti. E saranno funghi e castagne, e necci con ricotta, e scivolera’ l’olio nuovo sulla bruschetta calda. I miei gatti gia’ si accocolano sulle loro copertine, sono finite le notti folli degli aristogatti. Cambia la musica…si ronfa.

    1. Agnese

      Giustissimo. Abbiamo solo bisogno di tempo per darle il benvenuto.

    2. Alessandra

      Confermo Sandra, come dice Anneliese a sttembre si possono fare un sacco di cose e la raccolta delle castagne mi piace molto e sai perchè? Si può fare la marmellata ma anche i ballotti, cotti in acqua con foglie di alloro, sbucciati e mangiati, una delizia. E dopo settembre che segna per me il ritorno a scuola, cominciano le serate sul divano sotto la copertina con una tisana, un libro o un bel film con Cindy e I gatti a farmi compagnia in attesa di fare l’autista a notte fonda fuori dalla discoteca… complimenti Anneliese per il tuo articolo.

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