Una raccolta di olive: Olio nella cosmetica

Handmade soap with olive oil

 

7. Domenica

Intravediamo la fine. Oggi una vicina, anzi, per essere precisa, la sorella del proprietario del terreno, ha offerto di darci una mano. Forse perché sa che alla fine della raccolta serve gente svelta e laboriosa per non far crollare il morale di noi braccianti? La signora ha una certa età e mi sembra la persona giusta per chiederle che cosa, oltre a cucinare, si può fare con l’olio di oliva.

“L’olio, un tempo”, dice, “veniva usato come tuttofare. Con esso si trattavano, per esempio, mobili e alcuni tipi di pavimenti, perfino tessuti. Poche gocce nei cardini di porte o finestre eliminavano fastidiosi cigolii e, strofinato con cura sulle perle, ridava loro splendore.

 

Woman looking into a mirror.
Cent’erbe, Nardini Editore, Via del Salviatino1 1 50016 Fiesole (Firenze) 1996

 


“Mi ricordo”, sento una voce “che la nonna raccomandava  l’olio di oliva in gargarismi per la gola infiammata”.  In effetti, avevo letto che fino a non molto tempo fa lo si considerava un toccasana anche contro dolori reumatici, infiammazioni cutanee e prurito. Si adoperava l’olio perfino nella cura di eczemi. 
Poi c’è l’impiego affatto nuovo dell’olio di oliva per la bellezza e la cura della pelle. “Questa la so io!” Sento una ragazza accanto a me. “L’ho studiato l’anno scorso a scuola.

 

La vittoria di Teseo sul Minotauro Pitturare dalla cosiddetta Basilica di Ercolano (Napoli, Museo Nazionale) Anna Ferrari, Dizionario di Mitologia Greca e Latina, UTET, Torino, 2000

 


Nell’antica Grecia, gli sportivi ne facevano abbondante uso, anche come unguento. Questo per far risaltare la bellezza dei loro  corpi statuari  e dei loro muscoli scolpiti. La gente, infatti, poteva ammirare i loro idoli durante le gare olimpiche. “L’ampolla dorica” contenente olio di oliva e lo strigile (strumento di bronzo o di ferro di cui si servivano gli antichi per detergersi il corpo) erano elementi indispensabili del corredo di un atleta. 

Allora però non serviva soltanto per apparire belli ma soprattutto per curare la pelle. Il sapone non era ancora stato inventato e ci si lavava, se così si può dire, con cenere o con un miscuglio di cenere e acqua bollente. Fra l’altro era lo stesso impiegato anche per lavare i panni. Si trattava di metodi alquanto irritanti e per contrastare gli effetti negativi, gli atleti si spalmavano generosamente olio sulla pelle”.

 

Cent’erbe, Nardini Editore, Via del Salviatino1 1 50016 Fiesole (Firenze) 1996

 

Oggi ci siamo buttati alle spalle il passato e l’approccio all’olio per la cura della pelle è  decisamente migliorato. Un po’ la scienza, e un po’ la pubblicità  insegnano che …grazie alla sua preziosa composizione, l’olio di oliva è in grado di lenire gli arrossamenti, di prevenire le screpolature e le desquamazioni. Combatte l’invecchiamento della pelle e dei capelli, preservando elasticità e  morbidezza, oltre a regalare ad entrambi splendore e lucentezza. In effetti,  sul mercato si trovano numerosi cosmetici a base di olio di oliva e non ci rimane che scegliere il giusto prodotto.

 

Olive oil soap packed

 

Conoscevo la maschera per capelli secchi e sfibrati che un’altra signora accenna, tanto che l’ho provata molti anni fa anche io. Olio di oliva, un tuorlo e qualche goccia di succo di limone frizionati sui capelli e lasciato agire per mezz’ora. Il risultato?  L’impasto sulla mia testa  è seccato ed è stato necessario un flacone intero di shampoo e molta acqua calda per sciogliere e eliminare la menzognera maschera curativa. Non solo, i miei capelli  erano rimasti unti e odoravano di olio. Per parecchi giorni la gente mi ‘sentiva” arrivare. Letteralmente.

 

Olive oil hand cream

 


“Il miscuglio  che ti eri fatto” sento una voce, “è tutto fuorché una maschera per capelli secchi e sfibrati! Quella vera, te l’assicuro, funziona molto bene. Consiste nel massaggiare con parsimonia unicamente olio di oliva sui capelli asciutti insistendo sulle punte evitando la cute. Dopodiché si coprono i capelli con un asciugamano caldo. Per evitare che questo si impregni di olio, si può prima mettere una cuffia da doccia. Insieme al calore del corpo sprigionerà tutte le virtù benefiche dell’olio di oliva. La maschera deve agire per almeno trenta minuti; un’ora o due sarebbero ancora meglio. Alle fine dell’operazione si lavano i capelli come sempre.  Vedrai  come ti vengono belli!”.

 

White olives

 

Non  voglio contraddire, ma l’esperienza insegna. La mia personale mi ha dimostrato che è preferibile trovare l’olio su insalata e non nei capelli. Al limite, ma proprio se fossi costretta, accetterei di provare una maschera esfoliante per il corpo che, leggendo la ricetta,  sembra raffinata e chic, come la parola “esfoliante”.

 

Olive oil soap

Prima di fare la doccia, si mescola poco olio di oliva con zucchero a velo e lo si massaggia delicatamente sul corpo. Poi si fa la doccia eliminando la maschera con l’aiuto di acqua calda e sapone. Questo trattamento eliminerebbe le cellule morte della pelle e le conferirebbe morbidezza e lucentezza.

Un altro membro del gruppo racconta che usa  l’olio di oliva  quando va al mare. Prepara una lozione con mezzo bicchiere di olio d’oliva che mescola con un cucchiaio di altrettanto ottimo olio di mandorle. Poi  versa tutto in un flaconcino e se lo spruzza sul corpo prima di mettersi al sole. Alcuni fanno di più. Dopo ogni bagno di sole, bevono un cucchiaio  di olio di oliva, due di succo di limone e poca acqua. Sono scettica, lo ammetto, riguardo all’efficacia di queste ricette, ma rimango imparziale perché, in effetti, non so se funzionino o meno.

 

Tarot cards spread on a wooden table.
A.E. Waite, Tarocchi, Pamela Colman-Smith, Lo Scarabeo 2016

 

Qualcuno introduce un argomento che non abbiamo ancora trattato ma sul quale ho un lontano ma chiaro ricordo. Da poco arrivata in Italia, avevo fatto amicizia con un gruppo di donne un po’ più grandi di me. Erano senza dubbio profondamente legate a costumi e usanze che non conoscevo. Infatti, in momenti particolarmente difficili o quando una situazione negativa  si trascinava facevano due cose delle quali non ne avevo mai sentito parlare. Di che cosa si trattava? Prima portavano l’amica a far controllare se avesse il malocchio buttato addosso da un individuo geloso o invidioso. Dopodiché l’ accompagnavano a farsi leggere  le carte per fare luce sul futuro.

 

Scena dell’ Ifigenia in Tauride di Euripide, Pittura della casa di C. Giocondo a Pompei (Napoli, Museo Nazionale) Anna Ferrari, Dizionario di Mitologia Greca e Latina, UTET, Torino, 2000

 

Ad una di queste “letture del malocchio” fui presente anch’io. Chi sapeva riconoscere e toglierlo era una vecchietta che viveva in campagna. La poveretta dovette sedersi su uno sgabello, mentre l’anziana signora versò poco olio di oliva in un piccolo recipiente. Poi prese una scodella, la riempì di acqua, la pose sopra la testa della donna, toccò con un dito l’olio nel recipiente e lo fece gocciolare nell’acqua del piatto sopra la sua testa.  “Se la goccia rimane intatta” mi avevano spiegato  “il malocchio non c’entra, se si spande nell’acqua, è prova sicura che è stata fatta una magia”. Nel caso affermativo avrebbe provveduto a toglierlo con un rito misterioso.

 

Giorgio Batini, Toscana Magica, Edizioni Polistampa, Firenze, 2007

 


Da queste donne ho imparato che a volte il fine giustifica i mezzi. Nessuna del gruppo, in effetti, credeva nelle carte o nel malocchio, ma era comunque un modo per accrescere attraverso la suggestione le proprie capacità per reagire, contrastare, affrontare e superare un momento difficile.

 

 

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4 Comments

  1. Alessandra

    Piacevole lettura, saponi e malocchio, sì è vero, anche la mia nonna conosceva questi riti, venivano le persone a casa nostra, a volte anche riti con aglio, ma quella è un’altra magia. Anche il mio babbo ora lo sa fare.

    1. Agnese

      Ogni paese ha i proprie riti e magie…-:)

  2. Fausto

    Interessante e piacevole come sempre!
    Quand’ero ragazzo, molto tempo fa, ricordo che mia nonna insegnava a mamma l’arte di fare il sapone con l’olio di oliva: in campagna occorreva essere autosufficienti in quanto a certi prodotti e d’altronde si usava la cenere x fare il bucato! Aspettiamo il prossimo articolo che leggerò con interesse.

    1. Agnese

      Ne manca l’ultimo, l’ottavo, sulla frangitura. -:)

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